Pubblicato da Francesca Becchelli il 17 Giugno 2022

UN ESEMPIO DI CIRCOSTANZA

Sono Stefano, un Avvocato libero professionista che ama il suo lavoro e che vuole lavorare tranquillo… Lavoro come libero professionista e sono sempre molto attento alle esigenze del Cliente ma anche alle mie… Un’esigenza su tutte: essere sereno avendo una copertura assicurativa che mi tuteli per eventuali errori che possano arrecare danni al Cliente che mi ha dato fiducia affidandomi la sua causa…

Ammetto che ho stipulato la prima polizza solo nel 2017 e solo perché in quell’anno è diventata obbligatoria per legge… E purtroppo è successo… dopo 15 anni di lavoro ho ricevuto notifica di una sentenza di inammissibilità di un appello in quanto notificata oltre il termine previsto per legge… E’ stato un errore mio, in quanto ho calcolato i giorni dall’avvenuta notifica della sentenza anziché dalla data di deposito della stessa. Il Giudice ha quindi ritenuto inammissibile l’appello condannando il mio Cliente alla refusione delle spese legali di Controparte per circa € 3.700,00… Appena ho letto la sentenza di inammissibilità mi sono sentito perso…

La sera stessa, durante la partita di calcetto tra amici, ho chiesto consiglio al mio amico-collega Giuseppe perché anche lui in passato aveva fatto un errore e aveva dovuto aprire un sinistro con la sua Compagnia e mi ha detto “Stai tranquillo, al giorno d’oggi tutte le polizze RC Professionali sono in “Claims Made”, finché non ti arriva la richiesta danni non devi fare niente…”. La sera tornando a casa ripensavo a quella parola strana, “cleismeid“, mai sentita prima… Il giorno dopo ripensavo ancora a quell’errore e alle possibili conseguenze… Mi fido di Giuseppe? E se non fosse come dice lui?

Ho chiamato subito il mio Assicuratore spiegando l’accaduto… Mi hanno spiegato bene il concetto di “Claims Made” e consigliato vivamente di inviare subito una denuncia cautelativa al fine di essere in regola con quanto previsto dalla polizza. Ho quindi provveduto in pochi giorni, entro i termini previsti dal contratto, a denunciare formalmente la circostanza (infatti mi hanno spiegato che si tratta di circostanza e non di sinistro vero e proprio in quanto al momento non ho ricevuto una contestazione o una richiesta danni dal Cliente) di cui sono venuto a conoscenza.

L’ufficio sinistri mi ha risposto celermente comunicandomi il riferimento attributo alla posizione e chiedendomi la documentazione disponibile (incarico da parte del Cliente, relazione dettagliata, copia della sentenza dalla quale si evincesse l’errore). Ho riscontrato la richiesta della Compagnia e quest’ultima mi ha poi richiesto di essere tenuta informata degli sviluppi futuri, soprattutto in caso di contestazione o richiesta di risarcimento da parte del Cliente.

Fortunatamente il Cliente non mi aveva ancora richiesto i danni, ma la polizza era in scadenza e, siccome la stessa è in forma “Claims Made” (almeno su questo Giuseppe aveva ragione), avevo paura che se avessi ricevuto la richiesta di risarcimento successivamente alla scadenza, l’eventuale nuova polizza non avrebbe preso in carico il sinistro perché si sarebbe trattato di circostanza nota prima della stipula, mentre la polizza in corso non mi avrebbe coperto perché la richiesta di risarcimento sarebbe pervenuta successivamente alla scadenza della stessa.

Ho quindi chiesto ulteriori delucidazioni all’ufficio sinistri e mi hanno confermato che, avendo denunciato la circostanza in corso di polizza, qualsiasi richiesta di risarcimento conseguente, se denunciata agli Assicuratori nei termini e nei modi previsti dal contratto, sarà considerata come effettuata durante il periodo di copertura.

E’ passato ormai più di un anno, la polizza è scaduta, ma io sono sereno sapendo che se il mio Cliente domani dovesse richiedermi i danni per quei € 3.700,00 di spese di soccombenza al quale l’ho esposto a causa del mio errore, la polizza, seppure ormai scaduta, potrebbe intervenire… Sono più che mai convinto che la copertura assicurativa non sia solo un obbligo di legge, ma uno strumento che tutela il mio lavoro e il mio patrimonio.

#circostanza#claims made#polizza#risarcimento

Commenti

  1. pastore.paolo@gmail.com
    14 Febbraio 2024 - 12:23

    Buongiorno, ho letto con interesse e attenzione l’articolo, tra l’altro molto interessante. Solo con i casi pratici è possibile entrare in contatto con la realtà delle situazioni spinose. C’è un passaggio nell’articolo però che non mi è del tutto chiaro e volevo dei chiarimenti. Partendo dal presupposto che nelle polizze professionali di responsabilità civile si poggiano sull’applicazione della clausola “claims made” non comprendo l’ultimo passaggio dell’articolo, e per la precisione: “E’ passato ormai più di un anno, la polizza è scaduta, ma io sono sereno sapendo che se il mio Cliente domani dovesse richiedermi i danni per quei € 3.700,00 di spese di soccombenza al quale l’ho esposto a causa del mio errore, la polizza, seppure ormai scaduta, potrebbe intervenire… “. E’ vero che la circostanza è stata comunicata nel corso del periodo di validità della polizza e, quindi, il contraente risulta assicurato per l’anno successivo qualora dovesse subire una richiesta di risarcimento, ma è vero anche che la polizza si attiva per richieste di risarcimento che cadono durante il periodo di validità della copertura. In conclusione: l’avvocato deve continuare ad assicurarsi con la stessa compagnia a cui ha comunicati la circostanza, per garantirsi che una futura richiesta di risarcimento (segnalata nella circostanza) possa essere in copertura assicurativa. La tranquillità dell’avvocato è ingiustificata se la polizza è scaduta. Attendo un Vs cortese chiarimento. Cordiali saluti. Paolo

    • Sara Garofalo
      16 Febbraio 2024 - 10:27

      Buongiorno, la ringraziamo innanzitutto per l’interesse e l’attenzione dimostrata. In relazione alle c.d. Circostanze segnaliamo che, a termini di polizza (chiaramente il riferimento è alle nostre condizioni contrattuali), l’assicurato è tenuto a comunicare anche eventuali circostanze ovvero quelle situazioni od errori di cui l’assicurato si rende conto e che potrebbero, anche in futuro, portare ad una effettiva richiesta di risarcimento. Per nostra esperienza almeno il 50% delle circostanze segnalate in corso di polizza si concretizza, per altro anche in tempi ristretti, in richiesta di risarcimento a tutti gli effetti. Ma cosa succede se l’assicurato non segnala tempestivamente la circostanza? Succede che la richiesta di risarcimento effettiva viene respinta dalla Compagnia in quanto derivante da una criticità già nota all’assicurato e sappiamo che le Compagnie non rispondono dei fatti già noti ai loro assicurati. Il contratto assicurativo si base sempre sull’aleatorietà del rischio che, per definizione, viene a mancare quando l’assicurato è già a conoscenza di criticità.

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