Pubblicato da Chiara Giacomini il 4 Novembre 2022

UNA CAUSA AVVENTATA

L’acquisto di una polizza con retroattività illimitata consente di coprire ogni richiesta di risarcimento relativa a fatti avvenuti anche diversi anni prima della stipula della polizza stessa?

Per rispondere a questa domanda vi raccontiamo un episodio del tutto singolare capitato tempo fa.

Protagonista della vicenda è un avvocato che aveva stipulato una polizza di rc professionale e che, evidentemente, credeva che fosse sempre possibile dare una risposta affermativa alla domanda da cui siamo partiti.

L’avvocato in questione, ben 3 anni prima della stipula della polizza, era stato convenuto in giudizio da un vecchio cliente che gli contestava una serie di errori professionali e che ne chiedeva la condanna al risarcimento del danno patito.

Il giudice davanti al quale era stato incardinato il procedimento aveva condannato l’avvocato al risarcimento del danno a favore dell’ex assistito.

L’avvocato ha pensato bene di tacere tali circostanze al momento della sottoscrizione della polizza: “Si sono mai verificate perdite o sono mai state avanzate richieste di risarcimento contro l’assicurato?” “No”, rispondeva sul questionario. “Siete a conoscenza di qualche circostanza che possa dare origine ad una perdita o ad una richiesta di risarcimento?” anche a tale domanda veniva data risposta negativa.

Si sarà dimenticato di quel procedimento che lo aveva visto soccombente? Avrà compilato frettolosamente il questionario? Oppure avrà pensato di dotarsi di una copertura assicurativa per stare tranquillo, perché “non si sa mai… quel cliente potrebbe rifarsi vivo e richiedere il pagamento”?

Mesi dopo la stipula della polizza, come era più che prevedibile, l’assicurato ha ricevuto un’intimazione di pagamento da parte dell’ex cliente e ha presentato il conto alla Compagnia girando la diffida con tanto di coordinate bancarie dove effettuare “immediatamente” il pagamento (!!!).

Nessuna relazione da parte dell’assicurato in merito ai fatti né una riga per spiegare perché venisse richiesto il pagamento di un danno accertato con una sentenza passata in giudicato anni prima. Nulla di nulla!

Dato che il “prego pagare” non esiste in quanto ogni pratica di sinistro deve essere valutata allo scopo di stabilire se le garanzie di polizza sono operative, l’Ufficio sinistri ha comunicato il diniego di copertura, trattandosi chiaramente di una richiesta di risarcimento già nota all’assicurato e taciuta in sede di assunzione del rischio.

Ed è qui che viene il “bello”.

Anziché richiedere ulteriori delucidazioni, l’assicurato ha pensato bene di agire giudizialmente contro la Compagnia! Ha infatti instaurato un giudizio per chiedere che la Compagnia venisse condannata al pagamento (a lui direttamente!) della somma che gli era stata intimata dal reclamante!!!

A giudizio dell’assicurato la polizza sarebbe stata stipulata per coprire “qualsiasi fatto colposo” commesso nell’esercizio dell’attività professionale; in particolare, trattandosi di polizza in claims made e con retroattività illimitata (come è previsto da normativa per la polizza per la rc professionale dell’avvocato) secondo il nostro assicurato quella richiesta di risarcimento doveva necessariamente rientrare in copertura.

La certezza della copertura derivava, sempre secondo l’assicurato, dal regolare pagamento del premio. Come a dire: il premio è stato versato, quindi per ciò solo la Compagnia è obbligata a manlevare l’assicurato.

Ovviamente non è così.

La Compagnia si è prontamente costituita in giudizio facendo presente che la polizza assicurativa è un contratto e come tale prevede delle clausole.

Evidentemente l’assicurato ha instaurato un giudizio senza prima leggere tutte le condizioni di polizza poiché altrimenti avrebbe notato, come peraltro gli era stato fatto presente con la comunicazione di diniego, che nel testo di polizza è previsto espressamente che l’assicurazione viene nella forma “claims made”, ossia a copertura unicamente delle richieste di risarcimento fatte per la prima volta contro l’Assicurato durante il periodo di assicurazione in corso e da lui denunciate agli Assicuratori durante lo stesso periodo.

La richiesta di risarcimento era pervenuta all’assicurato ben prima della stipula della polizza!

Come è finita? Il giudice ha respinto la domanda formulata dall’assicurato contro la Compagnia ritenendola, alla luce del testo di polizza e della documentazione prodotta, infondata.

Non solo l’assicurato è risultato soccombente e non ha ottenuto il pagamento dell’importo richiesto, ma è stato anche condannato al pagamento di tutte le spese legali oltre al risarcimento del danno patito dalla Compagnia.

Insomma, un bel salasso per l’assicurato! Eppure, sarebbe stato sufficiente leggere le condizioni di polizza…

#claimsmade#retroattivitàillimitata;#richiestadirisarcimento

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