Pubblicato da Chiara Giacomini il 2 Dicembre 2022

FIDARSI E’ BENE, NON FIDARSI E’ MEGLIO!

Esercito la professione di architetto da diversi anni e sono sempre stato attento e scrupoloso nello svolgimento della mia attività.

Mi è capitato però recentemente di commettere un errore dovuto all’eccessiva fretta.

Cosa è successo?

In breve, mi hanno presentato un nuovo cliente che desiderava vendere un edificio di sua proprietà.

Dopo una lunga ricerca, il cliente in questione era riuscito a trovare un acquirente interessato all’immobile e non voleva lasciarselo scappare.

Mi ha raccontato che quel vecchio edificio, utilizzato in passato come casa per le vacanze estive, era diventato ormai solo un costo dato che era rimasto praticamente inutilizzato per anni. Era stata quindi una grande fortuna trovare una persona disposta ad acquistarlo al prezzo proposto!

Io avevo l’incarico di redigere una relazione che attestasse che lo stato di fatto dell’immobile era conforme ai dati catastali… un lavoro che, nell’arco della mia lunga carriera, ho svolto centinaia di volte.

Mi ha quindi firmato l’incarico e ha aggiunto un particolare che sino a quel momento aveva omesso: mancava solo poco più di un mese al rogito!

La data era stata fissata perché una parte voleva vendere in fretta e l’altra voleva acquistare l’immobile per trascorrerci le imminenti vacanze.

Mi è preso un colpo! Non ce l’avrei mai fatta in così poco tempo a disposizione a fare un accesso agli atti del Comune! Si sa che normalmente ci vuole un mesetto circa prima che i Comuni riescano ad evadere pratiche di questo tipo…

Che fare dunque? Attendere i tempi del Comune? Mettere sin da subito le cose in chiaro con il cliente rischiando però di perdere l’incarico?

Ho deciso di non accennare nulla al cliente in quanto sono venuto a sapere che un geometra di mia conoscenza aveva svolto anni fa dei lavori proprio in relazione a quell’immobile.

Mi è bastato chiamare lo studio del mio conoscente per farmi passare tutta la documentazione edilizia. Con una sola chiamata e un paio di mail mi ero evitato tutta la trafila burocratica!

Ho quindi redatto la relazione tecnica che ho prontamente consegnato al cliente, il quale, soddisfatto del lavoro svolto, ha potuto vendere l’immobile alla data già decisa.

Purtroppo però non è finita bene…

Qualche mese dopo mi ha chiamato il cliente chiedendomi spiegazioni in quanto si era visto recapitare a casa una lettera da parte del legale dell’acquirente.

In pratica gli chiedevano il risarcimento del danno patito a causa del minor valore dell’edificio e dei costi legati alla demolizione del portico risultato abusivo. Abusivo???

“Ma non aveva controllato la corrispondenza tra lo stato dell’edificio e i dati catastali in Comune???” mi ha chiesto comprensibilmente adirato

No, non avevo controllato. Mi ero fidato della documentazione, purtroppo errata, che mi avevano inviato.

Ho pertanto denunciato il sinistro alla mia Compagnia assicurativa, che mi ha richiesto una relazione dettagliata in merito ai fatti.

All’esito dell’istruttoria la Compagnia ha comunicato che non c’erano i presupposti per ritenere operative le garanzie di polizza.

Ma come? L’errore l’avevo comunque commesso…

Mi hanno spiegato che il danno cagionato al reclamante ha avuto origine da un comportamento volontario che, in quanto tale, non è oggetto di copertura.

Non si è trattato di una svista o di una negligenza, bensì di una scelta consapevole: i documenti catastali corretti non li ho proprio guardati perché pensavo di non aver tempo per ottenerli!

Anziché segnalare la problematica al cliente suggerendogli eventualmente, in ragione dei tempi della burocrazia, di spostare la data del rogito, ho consapevolmente scelto di agire in un altro modo, accettando quindi il rischio di eventuali conseguenze pregiudizievoli derivanti dal comportamento non corretto.

Prossima volta verificherò meglio la correttezza della documentazione prima di predisporre una relazione!

#condottavolontaria#sinistro

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