UIA: RC ADDETTI ALLA SICUREZZA - ANDAMENTO TECNICO DEL RISCHIO

09/07/2020

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi,
 
in molti scrivono apprezzando la nostra abituale tempestività nel proporre aggiornamenti, come nel caso delle proposte sulla Certificazione 110%. Analoga è la nostra attenzione nel realizzare modifiche destinate a permetterci di continuare ad offrirvi coperture assicurative senza dover decidere di interrompere la sottoscrizione come sta accadendo ad altri da alcuni anni. Gli assicuratori si accorgono che una certa copertura non va bene e la stessa è cancellata. Concordiamo con voi che questi aggiornamenti possano creare disagio ma solo così si riesce a mantenere un servizio.
 
Sempre in assoluta condivisione con gli assicuratori che rappresentiamo un argomento che è stato affrontato è quello che si riferisce agli ADDETTI ALLA SICUREZZA. Nonostante il Covid al mese di maggio, dall’inizio dell’anno ci sono state 125 morti sul lavoro senza tener conto degli infortuni gravi o gravissimi. E’ un dato di fatto che se effettuate una ricerca su internet le convenzioni per questa tipologia, la più recente trovata, data l’anno 2015.
 
Anche noi di UIA, da inizio anno abbiamo avuto la nostra buona dose di sinistri, nostro obbligo darvi qualche estremo.
 
Nel mese di maggio è pervenuta la segnalazione che un nostro assicurato, addetto alla sicurezza, ha ricevuto una richiesta di risarcimento per un incidente mortale sul lavoro:
 
1) il sinistro è avvenuto fuori l’orario di lavoro;

2) il luogo ove si è verificato era accuratamente transennato con specifici divieti anche per gli addetti di accedere;

3) la persona vittima dell’incidente ha dovuto rimuovere le protezioni predisposte per accedere;
 
4) la stessa persona non era in orario di lavoro;
 
5) non è stata fatta alcuna segnalazione in merito a lacune di tipo professionale al nostro assicurato.
 
La posizione assicurativa: erano presenti due polizze, una RCTO della committente, una RCTO dell’impresa che seguiva i lavori. Due le Compagnie presenti sulle posizioni.
 
Appare ovvio che dalla dinamica del sinistro, la vittima si è introdotta nell’area abusivamente, nessuna responsabilità da parte delle aziende ma un decesso è sempre un decesso. Meglio pagare “qualcosa” che pagare di più (anche se non si sa su quale base) dopo. Il nostro assicurato viene convocato per un parere, a qualcuno viene in mente che possa avere una sua RC professionale. La morale? Le altre due Compagnie, senza neppure darcene notizia, prospettano un risarcimento tombale per chiudere tutto e subito senza neppure valutare le gradualità dei vari interessi in gioco. Qualche centinaia di migliaia di euro. Ipotizziamo un risarcimento di 500.000 euro? Accettiamo una divisione in tre parti? Nostra quota 166.000 euro? Il premio netto che ha incassato l’assicuratore è stato di 345 euro. Per recuperare l’indennizzo servirebbero “solo” 481 anni. E questo è un caso molto favorevole, provate a pensare un sinistro simile dove le due altre aziende sono fallite, ipotesi frequente. Chi dovrebbe pagare l’intero importo? In questo caso gli anni sarebbero 1449.


UIA Direzione Tecnica