Periti e periti - la compilazione corretta dei questionari

07/05/2021

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi,
 

è di tutta evidenza che le recenti e controverse norme sulla DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA abbiano come fondamento la volontà del legislatore di tutelare al meglio il momento della vendita dei prodotti assicurativi e piena consapevolezza da parte dell'acquirente in merito alle caratteristiche della polizza oggetto delle transazioni.

Purtroppo le nobili finalità poste alla base dei provvedimenti tutti vengono interpretati in modo differente da paese a paese. Basta leggere le segnalazioni degli assicurati sulle pubblicazioni del settore. 

Il momento della distribuzione del prodotto è fondamentale per la conoscenza delle qualità intrinseche di quanto si acquista; sotto altro punto di vista si tratta anche di un ulteriore appesantimento ai già gravosi compiti delle reti. A corredo di questa situazione generale i sempre più ridotti margini per retribuire gli operatori conseguenza anche di una guerra all'euro di premio in più od in meno.

Se pensiamo che dalla introduzione della legge Bersani i premi di settore si sono ridotti in media del 60% e più, che sono in circolazione convenzioni che non hanno alcun tecnicismo a supporto se non un pio desiderio di acquisire improbabili posizioni monopolistiche è facile intuire che per restare competitivi molti hanno dato una ulteriore accelerazione alla cd DISTRIBUZIONE INFORMATICA.

 Se il cliente non viene al punto vendita dobbiamo in ogni caso prendere contatto con lui, utilizzare collaboratori per la proposizione di polizze che in alcuni casi costano meno di 150 euro risulta di tutta evidenza quanto sia anti economico. 

La DISTRIBUZIONE INFORMATICA ha degli indubbi vantaggi ma la richiesta della massima semplificazione comporta non poche problematiche. Sovente l'utente finale si trova nelle condizioni di essere totalmente digiuno in tema assicurativo e l'unica cosa importante è quella di assolvere a determinati obblighi al costo minore. 

Abbiamo poi da tenere in considerazione che questi questionari elettronici non possano rilevare le peculiarità ed i numerosi distinguo che sono parte integrante delle attività professionali degli assicurandi. 

Tutti sappiamo bene come queste raccolte di dati prevedono un'offerta quanto mai standardizzata. 

Nel caso di un ingegnere, per esempio, si prevede che l'attività sia quella classica o poco più. Può essere utile mettere delle precisazioni operative (ma chi le legge?) così si possono assumere rischi fuori dagli accordi con le MANDANTI: ingegnere navale, chimico, aeronautico, informatico, metallurgico e via dicendo. Tutti esempi di professionalità quasi sempre non assumibili se non con specifiche pattuizioni. Cosa dunque può accadere in caso di richiesta danni? Le conseguenze sono evidenti per tutti. 

Il MOMENTO DELLA ASSUNZIONE DEL RISCHIO è fondamentale per l'individuazione tassonomica del rischio, purtroppo in molti casi molti non sentono o non vogliono sentire. Le Leggi ed i Regolamenti prevedono, ad esempio, le modalità sul conseguimento dei TITOLI DI STUDIO, la maturità tecnico commerciale viene definita DIPLOMA DI RAGIONIERE/PERITO COMMERCIALE; analoga definizione per DIPLOMA DI GEOMETRA/PERITO EDILE. Questi titoli di studio non sono abilitanti allo svolgimento della professione che può avvenire solo dopo il superamento degli esami di Stato. Tra diplomato in ragioneria e ragioniere abilitato alla professione esiste una differenza legale di tutta evidenza. 

A queste problematiche di individuazione si aggiungono i casi di professionisti che per esperienza acquisite diventano ESPERTI o PERITI in determinate materie. Può essere il caso di un ingegnere che diventa PERITO ASSICURATIVO. Per un corretto inquadramento del rischio non è possibile utilizzare il questionario, ad esempio, PERITO LIGHT che si riferisce ESCLUSIVAMENTE a professionisti che hanno come titolo di studio quello di perito come sopra evidenziato. 

Questi tipi di attività sono assolutamente diversi, il PERITO LIGHT nasce con l'esigenza di proporre una polizza in ragione di bassi introiti e operatività ridotte. E' di tutta evidenza che un INGEGNERE PERITO IN ASSICURAZIONI ha delle potenzialità di rischio di ben altra caratura, prima di essere ESPERTO/PERITO questo professionista è INGEGNERE. Per il corretto inquadramento di questo rischio è necessario quindi utilizzare il QUESTIONARIO INGEGNERI indicando l'attività di PERITO ASSICURATIVO. 

Un laureato in SCIENZE DELLA PRODUZIONE ANIMALE che svolge l'attività di ADDETTO ALLA SICUREZZA ha due scelte: 

I) utilizzare il questionario di LAUREATO SCIENZE DELLA PRODUZIONE ANIMALE indicando che svolge l'ATTIVITA' DI ADDETTO ALLA SICUREZZA; 

II) utilizzare il questionario ADDETTO ALLA SICUREZZA indicando il titolo di studio. Alla base? La reciproca certezza di avere dato la copertura adeguata, aver acquistato quello che effettivamente risulta necessario. 

Recenti sentenze intervenute parlano chiaro: l’errore materiale nella compilazione del questionario da parte dell’intermediario o la valutazione del rischio non corretta è civilmente sanzionabile e comporta il ristoro dei danni all’assicurato.

L’impiego di tariffe “privilegiate”, alcune convenzioni possono essere commercialmente interessanti ma occorre considerare il fatto che in quanto accordi a carattere generale possono avere fisiologiche LIMITAZIONI. 


UIA Direzione Tecnica