Le polizze D&O… dell’elettrauto

11/08/2021

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi,
 

Negli ultimi anni, dopo quasi 30 di rodaggio, le Compagnie di Assicurazione hanno scoperto l’utilità di completare i pacchetti assicurativi dei loro clienti con le polizze D&O, o degli amministratori di società. 

Questa interessante decisione, nata da attente osservazioni di mercati molto più evoluti del nostro, è stata “nazionalizzata” con delle modifiche e personalizzazioni volte a far comprendere i contenuti della polizza ma cercando, allo stesso tempo, di quadrare i contenuti con i risvolti economici.

Tecnicamente la polizza D&O ha delle potenzialità esplosive: quale attività di una azienda non implica, direttamente o indirettamente delle responsabilità ascrivibili a chi la dirige? Tutte! 

Storicamente queste polizze nascono per tutelare, da gestioni economiche e finanziarie, gli investitori vittime di condotte non sempre cristalline da parte degli operatori del credito. Successivamente le operatività sono state estese agli azionisti, ai creditori. Il periodo nel quale appare questo tipo di polizza coincide con quello analogo delle prime campagne di tutela dei consumatori negli USA, ad iniziare dal settore auto negli anni ’60 del secolo scorso. L’esigenza di proteggere il pubblico da varie probabilità di danni si poggia sui pilastri della Responsabilità. Quindi si tratti di un danno derivante da un prodotto difettoso (RC Prodotti) o di uno da una condotta lesiva in genere (D&O) si affermano forme di tutele precise e delle quali in molti iniziano ad avvalersi. In alcuni casi viene normato il principio dell’inversione dell’onere della prova. Protezione dei consumatori, protezioni degli azionisti/investitori.  

In Italia le polizze D&O sono state per molto tempo oggetto di interesse delle multinazionali estere presenti nel nostro paese, molte di queste imprese disponevano di programmi internazionali (umbrella cover) ma grazie alla presenza di uffici Legal & Compliance la consapevolezza della possibilità di lacune assicurative dettate dalle particolarità delle filiali estere aveva fatto sorgere l’oggettiva necessità di coperture locali. 

L’imprenditoria italiana ha sempre ignorato questa copertura (come del resto molte altre!), la conoscenza delle polizze D&O avviene in forma “indiretta”: una commessa dall’estero, il committente si accorda per una fornitura e nelle more della gestione chiede alla parte italiana la conferma e l’esibizione di varie coperture assicurative, ivi compresa la polizza degli amministratori. In molti casi questo tipo di contrattempo vanifica il lavoro delle aziende, un notevole danno. 

Le spinte commerciali hanno contribuito ad evidenziare la necessità di proporre sia un alleggerimento delle assunzioni di questo tipo di polizza che alla produzione di una gamma D&O in ragione dei destinatari dell’offerta. La richiesta del contenimento delle spese, esigenza primaria, comporta delle profilazioni di non poco conto. La prima modifica, in molti wording, è stata la limitazione della copertura escludendo ad esempio sindaci, revisori ed altre figure connesse intrinsecamente alla gestione aziendale: per la serie “tanto il revisore si fa la sua polizza”. Sarà anche vero ma due massimali, quello della D&O e quello del professionista, è meglio di uno. 

La struttura della polizza ha visto anche un notevole ridimensionamento operativo: fino a qualche anno fa si assicurava in pratica tutto: si dava copertura senza specificità negative o positive; bastava scegliere un massimale e questo andava a garantire (tranne il dolo ovviamente) gli eventi connessi alla gestione della azienda. Successivamente sono intervenute precisazioni, una per tutte l’indicazione della garanzia inquinamento; sotto limitata e con precisazioni per le operatività e poi via con le altre, che in ultimi termini hanno ridotto le esposizioni, da qui la riduzione dei premi. Ma tanto, in caso di sinistro, il giudice decide lui. 

L’importante è assicurare in modo globale l’assicurato, con che cosa è tutto da vedere. Il distacco del commerciale dal mondo reale è di tutta evidenza, all’estero quando si decide di fare una nuova azienda, una start up, una delle prime rilevanze è che una presentazione a possibili finanziatori deve essere corredata dalla esibizione di una polizza D&O. Ecco questo aspetto, in Italia, viene trattato con il cd cinismo assicurativo: quante start up muoiono durante i primi 2/3 anni di vita? Tantissime. Per queste ragioni trovare una polizza D&O per una nuova iniziativa imprenditoriale è praticamente impossibile. Solo una considerazione, quanti possibili investitori potrebbero essere meglio disposti se avessero modo di constatare che il loro “finanziamento” fosse confortato da una polizza ad hoc? 

Oggi il settore si preoccupa di semplificare l’offerta per aumentare le volumetrie, in questo modo si vanno a profilare differenti bacini di potenziali assicurabili: 

D&O per artigiani, microimprese. L’elettricista ed il suo aiutante, l’edicolante, il cartolaio, l’idraulico, un enorme massa di persone che in molti casi sopravvive. E’ vero che i premi richiesti sono infimi, come pure i massimali ma in quanto all’utilità? Offrire invece qualcosa che protegga realmente per i rischi connessi alla L. 81? 

D&O Piccole Aziende? Sempre presenti esclusioni volte ad evitare conflitti interni in genere, se non siamo di fronte a socio unico, sono praticamente l’unica ipotesi di sinistri. Vogliamo aggiungere “qualche” categoria di rischio non assumibile? La piccola azienda che raccoglie la differenziata con 4 automezzi e porta a deposito? Raccolta rifiuti, non assumibile. Il laboratorio di prelievi ed analisi? Raccolta emoderivati, non assumibile.

D&O Associazioni: in genere gestite da volontari, persone dotate di altruismo. Le raccolte di aiuti sono fondamentali al conseguimento degli scopi sociali. Organizzazione di eventi? Possono sorgere dei dubbi. Inesistenza di un bilancio? Rischio non assumibile. Corsi per i volontari, corsi dei volontari destinati a terzi? Avranno carattere imprenditoriale? Meglio di no.  

D&O Ordini e Collegi: fino a qualche anno fa erano il simbolo di luogo deputato a parcheggio pre/pensionamento. L’evoluzione economica ha trasformato queste istituzioni radicalmente. Si è accentuato il carattere di struttura incaricata alla gestione previdenziale degli iscritti, compito non alla portata di tutti. Si entrava perché considerati autorità nel campo professionale, ora si tratta di gestire flussi economici degli aderenti. Curare la stabilità economica dell’Ordine riscuotendo le quote, procurare servizi, organizzare formazione. Non ultimo sorvegliare sulle condotte professionali degli iscritti. Di tutta evidenza l’incremento esponenziale delle probabilità di criticità. Le aziende create ad hoc per la gestione di alcune attività, sono automaticamente incluse? Come possiamo considerare professionisti esterni che operano come consulenti? Quando viene proposta una D&O Ordini e Collegi COLPA GRAVE? Una D&O Ordini e Collegi COLPA LIEVE? Quale è l’effettiva operatività di queste proposte? Sono interessanti, i costi assicurativi si riducono ma vi è la consapevolezza di cosa effettivamente proponiamo?

Nelle D&O COLPA GRAVE dovrebbe essere di tutta evidenza che l’operatività resta limitata nell’ambito di condotte ritenute lesive di fronte alla Giustizia Amministrativa. 

Nelle D&O COLPA LIEVE gli ambiti operativi sono ancora più ridotti, gli errori che involontariamente possono essere causati dai dipendenti e per i quali rispondono sempre i datori hanno una loro rilevanza ma è indubbia che l’operatività della polizza sia molto circoscritta.  

D&O AZIENDE: sono predisposte per attività dimensionate, per strutture che dispongono di una organizzazione complessa. Tralasciando i casi di azionariati familiari, il marito della sorella contro i fratelli ed amenità simili è di tutta evidenza la sensibilità del potenziale bacino a questo tipo di polizza che non viene inteso come protezione ad errori veri o presunti commessi dalle dirigenze nello svolgimento delle attività che possono essere fonte di contenziosi intrinsechi al rischio di impresa ma come protezione dei vertici per fatti contingenti di probabili crisi finanziarie come la messa in mobilità del personale in genere, modifiche del mercato per alcuni settori (ad esempio quello automobilistico), l’attuale periodo dovuto alla epidemia. Nel secondo semestre del 2020 su 100 richieste di quotazione, 61 riguardavano RSA, 18 settore alberghiero/ristorazione, le rimanenti 21 attività varie ma quasi sempre in settori entrati in crisi per ragioni di tutta evidenza. Il concetto “utilitaristico” dell’uso della polizza D&O è di tutta evidenza.  

D&O Enti pubblici ed Aziende partecipate: queste realtà nascono per molteplici finalità, inizialmente le principali ragioni sono di natura sociale, lo Stato promuove lo sviluppo della nazione attraverso le forme più varie, dalla organizzazione della gestione delle imposte a quella relativa alla sanità pubblica. E’ di tutta evidenza che a tutela dei cittadini è presente la giustizia amministrativa ma la stessa, pur fornendo una importante attività di controllo degli enti pubblici non può fisicamente essere onnipresente anche in considerazione della varietà di tutti gli interessi che vengono gestiti, in più dobbiamo considerare che questo ramo dell’ordinamento si occupa principalmente di effettuare controlli sul lato erariale. Questo potere di verifica e controllo si coordina anche con le funzioni dei ministeri competenti. In questo settore sono presenti per i dipendenti le polizze colpa grave che sono strettamente incernierate con quelle degli enti. 

L’azione dello Stato non si ferma però ai casi sopra descritti, nel corso dei decenni si è assistito ad una sempre maggior presenza nel settore privato con risultati che tutti abbiamo ben presente, queste tendenze hanno successivamente dovuto tenere in considerazione delle direttive europee con le quali si parte dal presupposto che, escluso i servizi essenziali, tutto il quadro economico deve essere improntato alla imprenditorialità ed al profitto. E’ il profitto che dovrebbe dare la misura economica del progresso sociale eliminando il così detto assistenzialismo. Sulla base di questo dogma negli ultimi 30/40 anni le aziende pubbliche con attività industriali ed imprenditoriali hanno dovuto trasformarsi in soggetti giuridici di natura privata, sia con azionisti pubblici sia con partecipazioni di privati. In questo ambito di operatività “mista” le responsabilità hanno dunque due fonti, quella del pubblico interesse e quella dell’interesse privato. Da un punto di vista teorico per queste realtà potrebbe bastare una copertura di colpa grave dedicata agli amministratori, nel caso che la Pubblica Amministrazione si potesse sentire lesa dalle loro attività. Con una copertura così strutturata verrebbe a mancare una protezione assicurativa per le ipotesi di colpa lieve e per le responsabilità di natura civilistica propriamente detta. Qualsiasi contenzioso/inadempienza non sarebbe protetto. 

D&O Singola: si tratta di una forma assicurativa che si è venuta ad affermare negli ultimi anni, ha precise finalità che però sovente vengono interpretate in modo eccessivamente estensivo. La ratio dai quali gli assicuratori sono partiti è quella, ad esempio, di offrire un bonus all’amministratore professionale chiamato a gestire realtà che per molteplici ragioni lo richiedono. Massimali contenuti, profilati sul fatto che di norma le aziende interessate hanno dimensioni non troppo rilevanti. I problemi per l’assunzione di queste tipologie iniziano quando a questa polizza è richiesto di garantire lo svolgimento in contemporanea di più aziende, evidenti le analogie con alcuni professionisti che esibiscono incarichi in un numero di aziende considerevole, la reale capacità di svolgere effettivamente bene i compiti assegnati può essere oggetto di considerazioni non del tutto positive. Simili considerazioni possono essere sviluppate anche per le richieste di emissione polizze D&O singole per quei soggetti a capo di strutture considerevolmente importanti, il quesito è sempre lo stesso: “perché questa richiesta se la persona è a capo di una struttura che già dovrebbe avere una sua polizza?”. 

In merito ai sinistri delle polizze D&O ci ripromettiamo di parlarne in una prossima occasione, in questo ambito di natura informativa giova ribadire che anche questo tipo di copertura ha, come tutte le polizze italiane delle precise operatività che non possono essere oggetto di commistione con altre. Le condotte imprenditoriali, in quanto tali, non sono oggetto di sindacabilità; il successo o meno di una impresa è parte indissolubile, essenza stessa e ragione di che intraprende. Il mancato conseguimento dell’oggetto sociale, produzione di utili, non è di per se assicurabile e le ragioni sono di tutta evidenza. La risarcibilità D&O verte sulla sindacabilità delle condotte degli amministratori che vanno sempre provate da chi avanza una richiesta risarcitoria.

Con questa comunicazione UIA interrompe per la pausa estiva le informazioni di natura tecnica. I nostri uffici saranno chiusi durante il periodo 14/22 agosto; a tutti voi auguriamo BUONE VACANZE


UIA Direzione Tecnica