Le polizze D&O… dell’elettrauto – I sinistri

06/09/2021

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi,

la nostra precedente newsletter ha suscitato un notevole interesse per il tema trattato, gli argomenti discussi ed i loro risvolti operativi hanno colto nel segno. Proporre prodotti assicurativi, assolutamente chiari ed inattaccabili, è oramai un dato assodato; le garanzie e le modalità nel trasmettere correttamente le volontà assicurative delle Compagnie sul cosa si vuole garantire e cosa no sono oggi a livelli eccellenti. 

Il problema però non è qui ma è cosa i nostri assicurati intendano realmente di avere acquistato. Non sono pochi gli acquirenti di polizze D&O che fanno delle commistioni, ad esempio, con le garanzie di Tutela Legale: le richieste per essere sollevati da costi per la gestione di contenziosi aventi per oggetto problematiche sulla esecuzione dei contratti, ad esempio. In altri casi la convinzione che le D&O possano ristorare in qualche modo (?) il decremento dei fatturati. Anche una eventuale azione della Pubblica Autorità per una presunta violazione di norme penali non rientra nelle economie tipiche di questa polizza. 

Oltre alle non operatività evidenti sopra indicate, abbiamo anche delle operatività, come accennavamo, inserite dalle Compagnie sia per contenere il premio che… per ridurre sensibilmente la portata delle garanzie. Un esempio: "controversie relative a rapporti fra Soci e/o Amministratori o ad operazioni di trasformazione, fusione, partecipazione societaria e acquisto/cessione/affitto di azienda;”. Di tutta evidenza che una esclusione di questa portata riduca sensibilmente le probabilità di denunce di sinistri, ci si chiede cosa residui in termini di garanzia la copertura. 

La diffusione dei prodotti assicurativi dell’oggi vede l’affermarsi di nuove modalità di vendita, il progresso è sempre il benvenuto ma queste tendenze devono essere mediate in modo da evitare risvolti che possono riverberarsi negativamente. Oggi assistiamo all’arrivo sul mercato di nuovi players altamente specializzati nei processi di digitalizzazione, un po' ricorda il fenomeno degli anni ’80 dove si assistette all’ingresso nel settore assicurativo di realtà industriali che volevano svecchiare un mondo rimasto inalterato per qualche secolo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Uno dei must: “la Compagnia si deve adeguare alle esigenze del cliente”, bella affermazione, se il cliente sa quello che vuole realmente. Un imprenditore che acquisti direttamente delle polizze presso dei siti web o presso portali delle Compagnie è aspetto molto raro ed inconsueto, quandanche si verificasse un simile caso un’eventuale gestione di un sinistro tra Assicurato e Compagnia potrebbe dare la stura a qualche problema. Se poi l’acquisto si riferisse ad una polizza D&O le situazioni potrebbero rivelarsi ancora più complicate.

La valutazione in fase pre-assuntiva di una polizza D&O è basata su innumerevoli fattori che non possono essere oggetto di semplificazione: la compilazione di questionari standardizzati può non cogliere delle peculiarità industriali importanti, una piccola azienda (come numero di dipendenti) che possiede know how di valore assoluto e sul quale gli investitori hanno apportato importanti capitali. Di tutta evidenza che una posizione di questo tipo non possa essere parametrata come una azienda di analoga dimensione specializzata in lattoneria. I profili sono diversi, i rischi sono diversi, i premi sono diversi, i sinistri anche. A tutto questo dobbiamo aggiungere quelle che saranno le decisioni che potranno essere prese in fase dibattimentale. A parte certe categorie del tutto evidenti non esiste un rischio non quotabile, occorre avere la possibilità di valutare compiutamente tutti gli aspetti del rischio da assumere e, soprattutto, dare evidenza di cosa garantisce la polizza e soprattutto cosa no. 

In buona sostanza, una digitalizzazione per le D&O realmente capace di prevedere e gestire è ancora da venire, la capacità di illustrare una polizza D&O in modo esaustivo da parte di intermediari pronti a fugare i dubbi degli assicurati è lontana, le auspicate flessibilità operative delle Compagnie… forse un domani molto lontano. Per queste ultime, il prodotto è questo, punto. 

Ed ora i sinistri, in molti non riescono neppure ad ipotizzarli ma esistono, eccome se esistono. Per brevità ne descriveremo quattro, sono situazioni verificatesi realmente, non ipotesi di fantasia. Siamo a vostra disposizione per informazioni ed approfondimenti. 

I) Procedimento Penale nei confronti di un Amministratore. Si tratta del caso di una azienda a capitale pubblico ed operante come Società per Azioni. In queste situazioni il turnover dovuto a ragioni politiche comporta solitamente il non rinnovo delle cariche degli organi di vertice. Tra le prime attività del nuovo CDA è la verifica delle condotte tenute dai precedenti amministratori, sovente vengono rilevate irregolarità ma da qui al prendere idonee misure concretamente realizzabili non è così facile. Nel nostro caso viene sollevata la questione che gli organi uscenti/decaduti hanno distratto parte degli asset, anche solo questa affermazione è di per se fumosa e addurre prove inoppugnabili non è così semplice. Una azienda di questo tipo deve contemperare una natura privatistica ed una pubblica. Il nuovo consiglio di amministrazione, forse composto da componenti non propriamente addentro alle materie societarie decide per una Azione Penale. Di tutta evidenza alcune convenienze in questa decisione ma vi sono altri aspetti che possono rivelarsi dannosi. La polizza D&O, lo ricordiamo, copre gli amministratori presenti, passati e futuri. L’amministratore oggetto della azione chiede l’attivazione della polizza per il ristoro delle spese legali sostenute. Tutti sappiamo che gli atti di natura penale, per essere tali, devono avere delle componenti soggettive come la volontarietà dell’atto e la inconfutabile presenza di un disegno idoneo a procurare un danno, inoltre la mancata prova di quanto si afferma comporta conseguenze processuali di non poco conto. La richiesta di attivazione della polizza è stata respinta, il procedimento PENALE non è in se idoneo ad attivare le garanzie di una polizza di Responsabilità CIVILE. La richiesta pervenuta si è basata probabilmente sul fatto che, come prevede l’art. 1917, un quarto del massimale di polizza è dedicato alle spese di resistenza ma sempre e solo nell’ambito della Responsabilità Civile. Questa è una garanzia che si basa sul concetto risarcitorio, l’assicurato per avere un ristoro economico alle spese sostenute avrebbe dovuto munirsi di una polizza di Tutela Legale. A favore della inoperatività ulteriore della polizza si segnala che nelle annualità si erano succeduti diversi assicuratori ai quali erano state segnalate circostanze e che queste ultime non erano state indicate in fase di assunzione del rischio alla Compagnia che ha ricevuto la richiesta, inoltre notizie in merito alle criticità erano comparse sugli organi di stampa (circostanza nota).

II) Controversia di Lavoro. In questo caso l’assicurato tramite D&O è un Ente Paritetico, un ex-dipendente che, cessato il rapporto di lavoro, ritiene non aver ricevuto un adeguato riconoscimento economico. Nella circostanziata richiesta di risarcimento vengono indicate attività e compiti che sarebbero stati svolti nonostante un inquadramento non adeguato. Non siamo quindi in una casistica di irregolarità contributive o mancata corresponsione per lavoro straordinario, i tipici errori addebitabili a professionisti come i consulenti del lavoro, in questo caso la responsabilità (se acclarata) risale direttamente ai vertici dell’Ente. Sulla base della documentazione prodotta ed al fine di evitare un lungo contenzioso le parti hanno trovato una soluzione mediante un risarcimento che è stato riconosciuto dalla Compagnia come indennizzabile. 

III) Ordine Professionale, Sanzioni Disciplinari. Come per il paragrafo precedente è sempre utile inquadrare la natura giuridica dell’assicurato, in questo caso siamo di fronte ad un Ente Pubblico a Carattere Associativo, art. 24, comma 3, Legge n° 24 del 2012. Le attività degli Ordini Professionali assumono sempre di più operatività impensabili fino a pochi anni fa, le decisioni che possono essere prese hanno concrete conseguenze sui soggetti destinatari dei provvedimenti. Oltre a possibili danni reputazionali vi sono anche importanti risvolti economici dovuti alla sospensione delle attività professionali, sovente è accaduto che i provvedimenti fossero impugnati ed annullati; questi contenziosi (come aggravamento del rischio) hanno la peculiarità che le parti in conflitto sovente si avvalgono dei migliori professionisti con conseguenti esplosioni anche dei soli costi delle spese di resistenza a parte avversa. Le richieste di ristoro per mancato svolgimento della attività professionale, il danno reputazionale e quanto sia possibile mettere in conto danno un quadro completo. Non è insolito che questi contenziosi proseguano anche in grado di Appello e giurisdizioni superiori, tanto gli assicuratori sono ben lieti di dare il loro supporto (?). Questa ultima considerazione è assolutamente in linea con il sinistro di questo paragrafo: un Ordine segnala alla Compagnia Assicuratrice di aver ricevuto un invito in mediazione da parte di un iscritto che ha impugnato la sanzione disciplinare erogata dal Consiglio di Disciplina ed a seguito dell’annullamento della stessa chiede il risarcimento del danno subito. Eseguite le procedure di verifica del caso potrebbe essere un’ipotesi da gestire ma la segnalazione non può essere positivamente accolta in quanto la controversia che ha originato la segnalazione è insorta in data antecedente alla decorrenza della polizza, in fase di assunzione del rischio era stata segnalata e riportata all’atto di emissione della polizza. 

IV) Fallimento della Società. Nell’anno 2019 il numero dei fallimenti è stato di oltre 11.000, per il 2020 si prevede un incremento di altri 2800 senza contabilizzare altri 3700 eventi non considerati perché bloccati dalle misure prese dal Governo che hanno creato delle moratorie. I dati sono impressionanti che però non riescono ad essere collegati con la polizza D&O, sia da parte degli intermediari che dei loro assicurati. Già in tempi buoni non è così difficile subire dei rovesci imprenditoriali anche non dipendenti da problematiche gestionali interne, il caso di obbligazioni contratte per delle forniture a clienti che non possono essere effettuate per ragioni estranee all’impresa (mancata fornitura da parte di terzi di componentistica da assemblare); anche semplicemente l’impossibilità di riscossione dei crediti non è ipotesi così remota. Quando ci sono duraturi cicli economici recessivi come quello 2007/2014 la possibilità di eventi negativi sono purtroppo all’ordine del giorno. Il fallimento o situazioni analoghe vede arrivare la figura del curatore che nel nostro “case history” non fa altro che avviare un procedimento nei confronti degli amministratori e dei sindaci per MALAGESTIO. A questo punto gli assicurati con la polizza D&O chiedono l’attivazione delle garanzie. Un curatore attento non si limita ad una azione nei soli confronti degli ultimi organi sociali ma procede chiedendo risarcimenti ad almeno tutti gli amministratori che hanno avuto dei ruoli direttivi negli ultimi 10 anni. Il numero delle persone coinvolte può essere notevole! Purtroppo la scarsa familiarità con le polizze in genere ed in particolare con le D&O ci fa assistere alla realizzazione di uno dei luoghi più comuni che si verificano nel nostro settore: gli amministratori nella situazione di disagio operativo nel quale comprensibilmente si trovano… annullano tutte le polizze assicurative della azienda. La denuncia di sinistro arriva agli assicuratori “solo” a 4 anni dopo l’avvenuta scadenza della polizza, la mancanza di qualsiasi forma di garanzia di ultrattività è per gli ex-assicurati una brutta notizia anche in considerazione degli importi richiesti dal curatore.  

Non possiamo in questa sede portare altri sinistri, ribadiamo che questi non sono esempi di fantasia, se può tranquillizzare i sinistri ci sono, poi occorre ragionare cosa sia indennizzabile e cosa no. I casi indicati si riferiscono ad assicurati diversi tra loro: i sinistri colpiscono tutte le attività! Tra la nostra precedente newsletter e questa sono pervenute richieste di chiarimenti su sinistri o presunti tali ai quali abbiamo dato risposte private. Siamo ancora in debito con molti di voi che avevano aderito ai nostri incontri con tema i sinistri da rc professionale, se il processo di stabilizzazione e normalizzazione continuerà sarà nostro preciso impegno riprendere i corsi bruscamente interrotti. 

   
UIA Direzione Tecnica