Consiglio Nazionale degli Ingegneri circ.n. 804/XVIII sess./2016

29/11/2016 circolare,ingegneri

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi, 

da quasi due mesi siamo quotidianamente consultati per avere informazioni sulla circolare in oggetto ci viene chiesto se siamo in compliance con la stessa, e se no, di adeguare i nostri normativi. 

Non è la prima volta che dei non esperti del settore assicurativo (in questo caso gli ingegneri) emanino circolari atte a diffondere confusione sia agli iscritti del prestigioso Consiglio che a molti operatori del nostro settore. Sarebbe divertente da parte di noi assicuratori emanare una circolare sui nuovi metodi di calcolo delle strutture in cemento armato…
Il primo capoverso di questa circolare paventa ipotesi quasi catastrofali per il semplice fatto che un professionista possa essere coinvolto, causa sua interazione, con altri soggetti che concorrano alla realizzazione di un progetto. L'ipotesi non è remota ma si deve considerare il fatto che, durante lo svolgimento di un procedimento che miri ad accertare le responsabilità delle parti, l'organo giudicante soppeserà attentamente il concorso dei vari soggetti. 

E' altresì vero che negli ultimi anni, dettati da una tendenza non positiva delle attività, abbiamo assistito ad un maggiore coinvolgimento "dell'area professionisti" per ragioni di natura sociale ed economica: a distanza di tempo dalla realizzazione di un manufatto può accadere che l'azienda costruttrice sia fallita, che i prestatori di lavoro abbiano trovato altra occupazione, che le ditte fornitrici di materiali siano state costrette a chiudere, che i tecnici specializzati nella installazione di speciali prodotti non operino più. In questo contesto non è raro ricordarsi che probabilmente esiste un soggetto aggredibile, il professionista, che da qualche anno deve essere dotato di polizza assicurativa a copertura delle sue attività professionali. La possibilità di "canalizzare" su una persona la richiesta di risarcimento non è latente ma prevista dal Codice Civile. Sul fatto che sia poi quello più forte economicamente (come accennato nella circolare) è una considerazione molto superficiale. L'unica via di salvezza, se così definibile, è quella del regresso verso gli altri soggetti; ipotesi alquanto improbabile per le considerazioni di cui sopra. 

Cosa offre il settore assicurativo per la soluzione di questo problema? 

Sono oltre 10 anni che la quasi totalità degli operatori offre una garanzia consona alla gestione di queste situazioni; non saranno soluzioni "graficamente" esenti da critiche ma per altro valide ed operative per queste paventate ipotesi. Una cosa è certa ed assodata: non è possibile pretendere dagli assicuratori di assicurare anche le richieste di risarcimento delle condotte dannose messe in atto da persone ed aziende che non assicurano. Questo assunto dovrebbe essere di assoluta evidenza anche all'illustre Consiglio Nazionale. Vero è che il legislatore stabilisce in modo inequivocabile quanto a tutela dei terzi danneggiati ma gli assicuratori non sono enti di carità. Chi acquista un polizza ha il sacrosanto diritto di essere dalla stessa tutelato; chi decide di non assicurarsi non può sperare che altri paghino in sua vece. E' come andare al ristorante e lasciare il conto a quelli che arriveranno dopo di noi... chiediamo al ristoratore cosa ne pensa! 
Da un punto di vista assicurativo UIA ha da sempre presente in tutte le sue polizze una clausola che norma la fattispecie oggetto della presente newsletter:  

vedere pagine 9/12 del fascicolo/polizza ingegneri 

SURROGAZIONE 

"Per ogni pagamento effettuato a termini di questa POLIZZA per effettivi o presunti atti od omissioni dolosi o fraudolenti gli ASSICURATORI si surrogheranno nei diritti di rivalsa dell’ASSICURATO per tali ammontari.
In tal caso l’ASSICURATO dovrà firmare tutti i necessari documenti e farà tutto quanto è necessario per formalizzare e conservare il diritto di surrogazione compresa la sottoscrizione di quegli atti che consentano agli ASSICURATORI di agire legalmente in luogo dell’ASSICURATO.
In caso di responsabilità solidale è fatto salvo per gli ASSICURATORI il diritto di regresso nei confronti degli eventuali corresponsabili."


La clausola sopra riportata è stata, purtroppo, apprezzata dagli assicurati che hanno ricevuto ampia ed adeguata tutela da quanto normato. Quanto al successivo ristoro dell'assicuratore nelle azioni di regresso verso altri soggetti è meglio stendere un pietoso velo. Clausole simili sono oramai di uso corrente e leggere raccomandazioni su questo tema lascia perplessi. 

La circolare del Consiglio si conclude con l'accenno alla problematica "maggiore termine per la notifica delle richieste di risarcimento". Si osserva che ad un tema di così vasta portata non sia stato dedicato uno spazio maggiore. Tralasciando le sostanziali differenze operative tra regimi di Loss Occurance e Claims Made, questa generica indicazione mostra quanto poco il tema assicurativo sia affrontato con gli approfondimenti che sarebbero necessari. In gergo assicurativo la denominazione più usata è quella di POSTUMA, che è bene ricordare opera in determinati casi come la cessazione delle attività o in caso di decesso e che può essere attivata anche a richiesta degli eredi. Fuori da queste ipotesi il problema si riduce notevolmente avendo cura di rinnovare la copertura assicurativa e dando così una continuità temporale alla stessa anche nel caso di cambio di assicuratore. Non è prevista la possibilità, per evidenti ragioni, di chiudere una attività quindi chiedere una garanzia postuma e successivamente aprire un'altra posizione. I termini di questa estensione sono di norma a scelta del professionista e possono essere di due, cinque e dieci anni; oltre questo termine si sottolinea la assoluta inutilità per decorrenza dei termini di prescrizione. 

Cordiali saluti