Il vincolo di solidarieta' si sgretola - Sentenza del Tribunale di Milano

06/06/2018

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi ,

non si abbassa l'attenzione verso il tema del GDPR, delle polizze RC Professionali DPO e di tutto quello connesso a queste problematiche. In questi giorni sarà possibile avere anche un prodotto DPO Lloyd's con massimali più importanti, che si aggiungerà al medesimo prodotto TMHCC già presente e quotabile attraverso il nostro portale di preventivazione ASAP.
In considerazione del fatto che stanno arrivando non poche richieste di Convenzioni Vi informiamo che abbiamo previsto la possibilità di speciali profilazioni economiche (sconti) per trattative che possano interessare più soggetti contemporaneamente.



Da tempo vi stiamo dando solo aggiornamenti in termini di nuovi prodotti, dimenticando quello che da sempre è stato (ed è) il nostro approccio al rischio: l'aspetto tecnico.
 
Da ottobre 2017, contemporaneamente alla adozione delle RC Professionali "Area Forense", abbiamo riscontrato, oltre ad un esponenziale aumento dei volumi produttivi, anche analogo incremento delle denunce di circostanze e sinistri. Per vostra e nostra fortuna in molti casi si tratta di posizioni senza alcun fondamento. Il quadro che regola i minimi standard qualitativi delle polizza avvocati prevede la RETROATTIVITÀ ILLIMITATA: arrivano impressionanti volumi di segnalazioni per fatti e circostanze da tempo note ed acclarate! Sarebbe utile segnalare a questa categoria che la RETROATTIVITÀ ILLIMITATA è operativa solo per fatti e situazioni che NON erano già conosciute dall'assicurato. A noi del settore sembra scontato, sembrerebbe che invece così non sia per i neo-assicurati, questo ci obbliga a dare in ogni caso risposte che penalizzano le nostre e vostre operatività.
 
Un ultimo punto, tra il 2017 e 2018 non poche Compagnie Assicuratrici hanno cessato l'assunzione. UIA che ha sempre scelto interlocutori finanziariamente ineccepibili è lieta di poter prestare supporto a colleghi con posizioni rimaste scoperte ma RC Avvocati a 70 euro, RC Geometri a 50 non possono trovare asilo presso di noi.  

UNO SGUARDO ALLA GIURISPRUDENZA

Se Tribunali e sinistri sempre più spesso vanno a braccetto, certo non potrà far male buttare un occhio su quello che accade nelle aule di giustizia italiane.

IL COMMERCIALISTA RITARDATARIO

Se alla proposizione tardiva di un ricorso consegue, inevitabilmente, la sua inammissibilità non altrettanto automatica è l’attribuzione di responsabilità al commercialista per il pagamento di quanto dovuto al Fisco.

In una sua recente sentenza, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio:

“L’errore del commercialista, consistito nel proporre tardivamente un ricorso avverso un atto impositivo, in tanto può ritenersi produttivo di danno, in quanto si deduca e dimostri che, se tempestivamente proposto, quel ricorso sarebbe stato verosimilmente accolto”.

Secondo l’assunto della Suprema Corte, da oggi in poi, nel caso di un ricorso contro l’Erario dichiarato inammissibile per tardiva proposizione, la pretesa risarcitoria troverà seguito solo ove il danneggiato dimostri che, se l’impugnazione fosse stata tempestivamente proposta, il ricorso sarebbe stato con ogni probabilità accolto. Crolla così un automatismo risarcitorioche, per troppo tempo, ha portato a ristorare lamentati pregiudizi derivanti dall'inammissibilità di ricorsi che mai nessuna commissione tributaria avrebbe accolto.
 

SOLIDARIETÀ…MA NON TROPPO

Passando ancora in rassegna le ultime pronunce giurisprudenziali non può tralasciarsi l’importantissima sentenza n.2790/2018 emessa dal Tribunale di Milano.

Negli ultimi anni si è assistito a un’incontrollata proliferazione di cause aventi a oggetto l’accertamento di vizi e difetti dell’opera in conseguenza della realizzazione o ristrutturazione di immobili. Inevitabile il coinvolgimento dell’impresa che ha eseguito i lavori e dei tecnici incaricati della progettazione e della direzione dei lavori.

Vi siete mai chiesti cosa succede se all’esito dell’accertamento si rileva l’esistenza dei vizi ma nel tempo intercorso tra la scoperta dei vizi e l’inizio della causa l’impresa esecutrice non esiste più o è fallita?

Bene, in questi casi trova applicazione il principio di “solidarietà”. Nel senso che il danneggiato può pretendere per intero il pagamento del danno da uno solo dei soggetti coinvolti. Se l’unico soggetto “solvibile” al contempo è anche assicurato per la responsabilità civile professionale a pagare è ovviamente la compagnia  assicuratrice.

Nella sentenza n.2790 del 24 aprile  2018 il Tribunale del capoluogo lombardoha applicato il richiamato principio di solidarietà ma solo nei confronti del direttore dei lavori, obbligato a corrispondere l’intero importo del danno a fronte dell’intervenuto fallimento della ditta esecutrice dell’opera.

Rispetto alla Compagnia assicuratrice, invece, il giudice ha stabilito che la stessa è tenuta a manlevare l’assicurato ma non per l’intero importo del danno bensì in proporzione alla sua quota di responsabilità.

In altri termini, la quota a carico dell’assicurazione sarà pari all'importo che l’assicurato avrebbe pagato se in giudizio fosse stato possibile attribuire ad ogni soggetto coinvolto la propria quota di responsabilità.

Evidente la portata assolutamente innovativa della decisione del giudice milanese che ha finalmente portato a una chiusura dei cordoni delle borse delle Compagnie Assicurative rispetto a risarcimenti non dovuti.  

UIA Direzione Tecnica